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  • Immagine del redattoreAbubacarr Jahateh

La storia di Abubacarr Jahateh : Apolidia in Africa Occidentale

Aggiornamento: 13 mag 2023


Negli ultimi dieci anni la comunità internazionale, con il supporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha intensificato gli sforzi per risolvere la complessa situazione dell’apolidia nel contesto globale. Come sancito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, ognuno ha diritto a una cittadinanza. Senza una cittadinanza agli individui si prospetta un’esistenza di instabilità e marginalizzazione. Le persone apolidi, difatti, sono tra le più vulnerabili al mondo e spesso si vedono negati alcuni diritti fondamentali come il diritto al lavoro, il diritto alla salute e il diritto ad avere un’istruzione ad esempio. Ci sono persone apolidi in quasi ogni Paese, tuttavia, in Africa occidentale, questo fenomeno ha assunto dimensioni piuttosto allarmanti.

Secondo le stime dell’UNHCR , in Africa occidentale vivono 1 milione di apolidi e 40 milioni di bambini non registrati al momento della nascita, quindi a rischio di apolidia. E’ sufficiente considerare che alcuni Paesi del West Africa utilizzano come criterio per l’attribuzione della cittadinanza alla nascita lo jus sanguinis, altri invece il doppio jus soli.

Un esempio è il Togo, Stato dell’Africa Occidentale dove alle donne non viene riconosciuto il diritto di trasmettere la propria nazionalità ai figli. Pertanto, il figlio di un padre apolide lo sarà a sua volta. Cosi come sarà apolide il figlio di una ragazza madre o di un cittadino straniero la cui legge nazionale si fonda sullo jus soli.

La Liberia e Sierra Leone, invece, riconoscono la loro cittadinanza solo ai discendenti del continente africano, cioè solo coloro che sono nati in Africa possono avere la loro cittadinanza per la naturalizzazione. Coloro che provengono da altri continenti invece non possono ottenere la cittadinanza anche se sono residenti in questi Paesi da anni.

Un apolide conduce una vita dura: l’assenza di un legame giuridico con lo Stato, lo rende un individuo invisibile agli occhi dei Governi e come tale privo dei diritti più elementari. Un esempio sono io. Sono una vittima di apolidia. Sono Abubacarr nato in Gambia da genitori stranieri di origine della Mauritania. Non conosco la mia nazionalità. So di essere nato in Gambia ma la mia etnia non viene riconosciuta come quella di un discendente gambiano. Non sono quindi né Gambiano né della Mauritania. Tutto il periodo che ho vissuto in Gambia i miei genitori non mi hanno mai potuto di registrare alla nascita perché non hanno mai avuto nessuno documento nella loro vita; perciò, non ho mai potuto avere neanche io un documento che mi indentificasse e senza i documenti non ero libero. Ero un figlio straniero la quale etnia è stata data per scontato, ho vissuto metà della mia infanzia discriminato finché una famiglia gambiana mi ha adottato dopo che papà è mancato e mia mamma era scomparsa non solo per quale motivo. Comunque la famiglia di “Lowe kunda” mi ha salvato la vita, da quel momento in poi ho vissuto la migliore parte della mia vita, sentendomi soprattutto meno discriminato. Ho anche avuto la possibilità di frequentare la scuola come tutti i bambini. Tutto ciò è durato poco. Dopo un paio di anni il capofamiglia che mi aveva adottato era stato accusato di un colpo di stato tant’è che finì in galera e da quel momento la mia vita cambiò nuovamente. Dopo due anni di detenzione, mio zio fuggì dal Paese e si rifugiò negli Stati Uniti. Nel 2014 viene tentato un altro colpo di stato dagli ex militari che sono scappati dal Gambia – gli stessi militari di cui faceva parte mio zio e che questa volta non scapparono. Così facendo però mise in pericolo tutte le persone care a lui ed infatti sono stati arrestati tutti i membri della famiglia tranne me ed un mio cugino che siamo stati costretti a trovare rifugio in altri Paesi.

Ero bravo a scuola ma sapevo infatti che non avrei mai ottenuto il mio sogno da grande. Non posso lavorare, sposarmi e avere figli. Desideravo soltanto di essere felice e avere una vita migliore. Continuo a desiderare di essere uguale a tutti gli altri.

FONTE: https://vociglobali.it/2018/07/06/africa-occidentale-limpegno-degli-stati-per-eliminare-lapolidia/

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